Home

1)  K-POP – Una volta era il brit pop, poi fu la volta della macarena e della musica latino-americana, senza dimenticare i fasti dell’italodisco e dell’europop scandinavo. Oggi a scalare le classifiche di tutto il mondo, e a raschiare il fondo del barile, ci pensa Psy, il portabandiera più famoso della new wave sudcoreana, con il suo Gangnam style. Nessuno avrebbe mai scommesso una lira, tantomeno un won, che l’uomo più conteso del pianeta in questa fine d’anno (Madonna l’ha voluto come guest star nei suoi ultimi concerti, i network americani fanno a gara per ospitarlo, a Parigi una folla estasiata lo ha acclamato fragorosamente, mentre in Italia non si contano più i flashmob in suo onore) fosse un  trentacinquenne dal physique du rôle di un metalmeccanico della Hyunday, dotato in compenso di un movimento di bacino alla Ricky Martin, e di uno spirito demenziale degno del miglior Francesco Salvi d’annata, quando cantava “C’è da spostare una macchina”. Un mashup perfetto.

2)  OUTFIT – Prestito dell’inglese entrato di prepotenza nel linguaggio comune, appartenente al gergo tecnico delle sfilate di moda. Soltanto che, mentre lascia indifferenti se a utilizzare questa parola è uno stilista impomatato e allampadato che strilla come un tacchino nel backstage di uno showroom in direzione di modelle anoressiche, è quanto meno straniante quando viene pronunciata da una sedicenne sovrappeso che ama accoppiare la Louis Vouitton tarocca con gli stivali mukluk altrettanto tarocchi che fanno tanto Kate Perry, allo scopo di apparire strafiga tra i tavolini in resina del bar della piazza del paese.

3)  PRIMARIE – Nuovo talent show caratterizzato dal fatto di avere come regola quella di cambiare le regole a due minuti dal voto, il cui obiettivo è scegliere il candidato premier che dopo aver vinto le elezioni in primavera, dovrà rimettere nelle mani del Presidente della Repubblica il suo mandato per dare il via libera a un governo tecnico, benedetto da Casini, Montezemolo e la Conferenza episcopale italiana tutta, denominato “Monti bis”.

4)  DODO – Il sito web recita “i ciondoli Dodo sono un’allegra compagnia di animali che conoscono la lingua dei sentimenti e delle emozioni”, la verità è che la Pomellato, la casa orafa che detiene il marchio in questione, ha commesso un doppio crimine: il primo, quello di trasformare in gioiello le fattezze del più mostruoso pennuto africano estinto negli ultimi secoli e farle passare per simpatiche, gettando alle ortiche anni di ricerca del gusto dell’industria italiana dei beni di lusso; il secondo, contribuire al vertiginoso aumento del prezzo dell’oro, dal momento che, per comprare un ciondolino dal peso di un francobollo, occorre impegnarsi l’utilitaria. E non è bello.

5)  FONDANT – Artificio indispensabile per rendere visivamente gradevole un ammasso di pan di spagna e crema dal gusto improbabile e dalle qualità prettamente lassative, che molti si ostinano a chiamare “torta”, ovvero mezzo per rivolgere l’attenzione a divertenti sculture di zucchero dalle fogge più o meno riuscite, tralasciando l’importanza che hanno, nell’ambito della pasticceria, le papille gustative. Un po’ come quando si mette la polvere sotto il tappeto.

6)  CHOOSY – Neologismo anglofono importato da una ministra della Repubblica Italiana, tale Elsa Fornero (candidata al Guinness dei Primati per essere l’unica donna al mondo capace di dire sempre la cosa più sbagliata nel momento più sbagliato), che indica la predisposizione di un qualunque connazionale bamboccione, generalmente di età compresa tra i 18 e i 38 anni, a non voler intraprendere tutta una serie di professioni ingiustamente considerate socialmente mortificanti, come quelle di proprietario di un’emittente televisiva commerciale, presidente di un club calcistico di serie A, titolare di un’immobiliare che comprende ville in Sardegna e alle Bermuda, ma soprattutto consulente finanziario per la Goldman Sachs.

7)  SUSHI/URAMAKI – Paradisiaca fusione di riso, alga nori, pesce crudo, avocado, semi di sesamo e spesso uova di pesce e altri ingredienti, che suggella la supremazia giapponese non solo nell’ambito della tecnologia informatica, delle autovetture, dell’industria dell’intrattenimento per bambini, del sumo, della produzione pornografica per maniaci di ogni genere di perversione, ma anche per quello che attiene alla buona tavola, e più in generale, all’alimentazione.

8)  REDDITOMETRO – Geniale invenzione dello Stato italiano per individuare evasori che non siano pensionati ottantacinquenni che dimenticano di farsi rilasciare lo scontrino dal salumiere o giovani ambulanti disoccupati che vendono frutta e verdura nei mercatini di quartiere. Il principio fondante di questo strumento fiscale sta nella soffiata di vicini di casa invidiosi che avranno il compito di segnalare telefonicamente (e tempestivamente) al fisco qualsiasi movimento sospetto riusciranno a intravvedere nei pressi della casa della famiglia accanto, come ad esempio l’acquisto di un SUV della Porsche se l’ultima macchina posseduta è stata una Innocenti Koral del 1991, o la visita di Renzo Piano e i suoi progettisti se fino al giorno prima gli unici mobili mai entrati nella casa di fianco erano dei semicomponibili in compensato dell’Ikea.

9)  HOBBIT – Nell’ambito della fiction letteraria e cinematografica si tratta di una razza creata dalla fantasia dello scrittore J.R.R. Tolkien, e la cui descrizione, come dichiarato dallo stesso celeberrimo autore di Bilbo Baggins de “Il signore degli anelli”, ricorda una figura quasi umana, con un po’ di pancia e le gambe corte, una faccia rotonda e gioviale, orecchie elfiche leggermente appuntite, capelli corti bruni e piedi coperti da peli, solita indossare una giacchetta marrone o verde con bottoni dorati e dimensioni importanti di circa tre piedi o tre piedi e sei pollici. Fossi in Rosy Bindi, chiederei immediatamente un risarcimento milionario a Tolkien per uso illegittimo d’immagine altrui. Se le ferrovie svizzere ci sono riuscite con la Apple, non vedo perché non debba riuscirci l’attuale presidente del PD con gli eredi dello scrittore britannico.

10)  COUPON – Negli Stati Uniti è diventata una sorta di reliquia consumistica che ti consente di entrare in un supermercato, fare incetta in quantità industriale di pizze surgelate, preparato per la gelatina ipocalorica, succhi di frutta al ribes e kilometri di filo interdentale, salvo poi domandarsi cosa farsene una volta stipati nelle mensole di casa. In Italia è un fenomeno appena esploso, grazie soprattutto a siti come Groupon, dove ci si illude che un week-end per due persone a 150 euro in un villaggio turistico a 3 stelle di Gallipoli a metà gennaio è un vero affare.

Qui trovate le 10 parole più in voga precedenti, invece qui trovate le 10 parole più out.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...